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Il corpo sa prima della mente

Ci hanno insegnato a fidarci della testa.

A ragionare.
A spiegare.
A trovare prove, conferme, giustificazioni eleganti per ogni cosa che sentiamo.

Ci hanno detto che bisogna capire prima di scegliere, analizzare prima di lasciarsi andare, mettere in fila i fatti prima di dare ascolto a quel terremoto silenzioso che accade dentro.

Eppure il corpo, spesso, arriva prima.

Prima della mente.
Prima delle parole.
Prima delle scuse che inventiamo per non guardare la verità.

Il corpo sa.

Sa quando una presenza ti attraversa anche se fai finta di niente.
Sa quando una voce ti resta addosso più di un discorso intero.
Sa quando un incontro non è soltanto un incontro, ma una crepa nella normalità.

La mente prova a minimizzare.

Dice: “Non è niente”.
“Ti stai suggestionando”.
“È solo attrazione”.
“Passerà”.

Ma il corpo no.

Il corpo non mente per educazione.
Non si addomestica per convenienza.
Non sa essere diplomatico quando qualcosa lo chiama da un luogo più antico della logica.

Quando l’anima parla attraverso la pelle

Ci sono brividi che non sono freddo.

Sono memoria.

Qualcosa dentro di te riconosce prima ancora di comprendere. Come se una parte profonda, segreta, selvaggia, sapesse già ciò che la tua mente non è ancora pronta ad ammettere.

È lì che nasce il conflitto.

Perché la mente vuole controllo, ma il corpo vuole verità.

La mente vuole sapere dove porterà.
Il corpo sente che qualcosa è già iniziato.

La mente chiede garanzie.
Il corpo risponde con un battito diverso.

E tu resti nel mezzo, sospesa tra ciò che sarebbe prudente e ciò che è terribilmente vivo.

Forse è per questo che certi incontri fanno paura.

Non perché siano sbagliati.

Ma perché ci riportano in una zona dove non possiamo più fingere di essere solo ragione, ruolo, abitudine, calendario, compostezza.

Ci ricordano che siamo carne, energia, desiderio, intuizione.

Siamo anche tutto ciò che non si può spiegare senza impoverirlo.

Non tutto ciò che senti è da capire subito

La nostra epoca vuole tradurre tutto.

Vuole dare un nome a ogni emozione, una diagnosi a ogni tremore, una definizione a ogni legame.

Ma alcune cose, se le spieghi troppo presto, le uccidi.

Alcuni sentire hanno bisogno di restare nudi, senza essere subito incastrati in una categoria.

Non tutto ciò che vibra deve diventare una risposta. A volte deve solo essere ascoltato.

Perché il corpo non parla con frasi ordinate. Parla con segnali.

Un nodo alla gola.
Un’apertura improvvisa nel petto.
Una stretta allo stomaco.
Una calma inspiegabile accanto a qualcuno.
Un fuoco che si accende proprio dove pensavi di essere diventata immune.

E allora la domanda non è: “Che cosa significa?”

La domanda più vera è:

Che cosa sta cercando di mostrarmi questa parte di me che non riesco più a zittire?

Il corpo ricorda anche ciò che abbiamo rimosso

Ci sono attrazioni che non nascono dal presente.

Nascono da una memoria più profonda.

A volte il corpo riconosce una ferita, non una persona.
A volte riconosce una possibilità.
A volte riconosce un pericolo antico travestito da destino.
A volte riconosce una porta che avevi chiuso per sopravvivere.

Ed è qui che serve coraggio.

Perché ascoltare il corpo non significa obbedire ciecamente a ogni impulso.

Significa smettere di trattare ciò che senti come un nemico.

Significa chiederti se quel brivido ti sta portando verso la vita o verso una vecchia fame.

Se quella presenza ti espande o ti consuma.

Se quel desiderio nasce dalla libertà o dal bisogno disperato di essere vista.

Il corpo sa, sì.

Ma anche il corpo va amato con consapevolezza.

Non per spegnere il fuoco.

Per capire se quel fuoco illumina o brucia soltanto per distruggere.

La mente ha paura di ciò che non può governare

La mente vuole spiegazioni perché le spiegazioni danno l’illusione del potere.

Ma l’amore, il desiderio, il richiamo profondo tra due anime non sempre entrano nei confini puliti della logica.

Ci sono persone che non arrivano “al momento giusto”, eppure spostano qualcosa che nessun momento giusto aveva mai toccato.

Ci sono sguardi che durano un secondo e fanno più rumore di anni interi.

Ci sono silenzi che non sono vuoti, ma campi magnetici.

E tu puoi anche provare a convincerti che non sia successo niente.

Ma il corpo lo sa.

Lo sa quando torni a casa e sei diversa.
Lo sa quando una canzone ti apre una stanza.
Lo sa quando un nome ti attraversa e ti cambia il respiro.

La verità è che il corpo non chiede il permesso alla mente per sentire.

E questa è una delle sue forme più ribelli.

Forse il corpo è il primo tempio della verità

Abbiamo cercato segni ovunque.

Nel cielo, nei sogni, nelle coincidenze, nelle frasi trovate per caso ecc…

Ma il primo segno, spesso, era già dentro.

Nel modo in cui il corpo si apriva o si chiudeva.
Nel modo in cui respirava più largo o si contraeva.
Nel modo in cui diceva sì prima ancora che la bocca trovasse il coraggio.

Forse dovremmo tornare a questa sapienza antica.

Non per diventare impulsive.

Ma per diventare più vere.

Perché chi non ascolta mai il corpo finisce per vivere una vita tutta pensata e mai attraversata.

Una vita corretta, magari.
Funzionale.
Presentabile.
Ma senza pelle.
Senza vertigine.
Senza quel battito sporco e sacro che ti ricorda che sei ancora viva.

Il corpo sa prima della mente

E forse amare, alla fine, significa anche questo.

Imparare a stare davanti a ciò che si sente senza doverlo subito imprigionare.

Lasciare che il corpo parli.

Lasciare che la pelle ricordi.

Lasciare che un brivido non venga deriso solo perché non ha ancora una spiegazione.

Perché ci sono verità che non arrivano con un ragionamento.

Arrivano come un incendio sotto la pelle.

E tu puoi chiamarle caso, errore, follia, attrazione.

Oppure puoi avere il coraggio di fermarti e ascoltare.

Forse non tutto ciò che senti va seguito.

Ma tutto ciò che senti merita di essere guardato.

Perché il corpo non è debolezza. È una bussola antica.

E a volte conosce la strada molto prima che la mente smetta di avere paura.

Questa è soltanto una delle verità che nessuna favola sull’amore vorrebbe farti leggere.
Il resto arriverà presto. Ma sarà vietato ai deboli di cuore.

 

Ti auguro un cuore aperto e un’anima impossibile da addomesticare.

GZ

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